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Mi raccomando, non facciamo nomi

Quando deontologia fa rima con ipocrisia. Una riflessione suscitata da un evento estraneo al mondo automotive, se non per il nome dell’involontario protagonista dei fatti. Sabato 7 febbraio 2015: il TG1 delle 20,30, la corazzata dell’informazione Rai, apre con un maxi servizio (5 minuti abbondanti) sull’avvenimento clou della giornata, l’Expo delle Idee celebrata a Milano, presenti (virtualmente con un videomessaggio) Papa Francesco e (fisicamente) il premier Renzi che ha aperto i lavori, beneficiando di prolungate inquadrature che oltre a lui mostravano il maxischermo alle sue spalle, su cui campeggiava a caratteri cubitali la scritta “Hangar Bicocca – Pirelli”.

Location suggestiva, alla quale il commento parlato non ha fatto cenno preferendo lasciarne la testimonianza alle immagini. Scelta più che legittima, se lo scrupolo deontologico non avesse a mio parere sfiorato il ridicolo nel servizio dedicato – sempre nello stesso ambito – al successivo impegno renziano, la visita a quello che il telegiornalista incaricato ha definito testualmente “il nuovo centro ricerche di una multinazionale italiana”. Un meritorio esempio d’immacolata professionalità, d’impavida refrattarietà al demone della pubblicità occulta. A eliminare ogni dubbio provvedeva il video, generoso nell’immortalare gli adesivi gialli con la scritta rossa “Pirelli” affissi alle pareti del laboratorio.

Intendiamoci, nessuna colpa del collega ovviamente tenuto a osservare prassi e disposizioni aziendali. Ma, come abbonato che paga il canone e come giornalista, mi sento autorizzato a diffidare di certi atteggiamenti farisaici e anacronistici, che ricordano i tempi in cui la Fiat era “una nota casa automobilistica torinese” non solo in tv, ma anche su molti giornali. Sembrano tempi che a Saxa Rubra qualcuno sembra rimpiangere, se è vero che ci sono dirigenti che, a proposito di alcuni servizi dedicati alle eccellenze italiane nel mondo, suggeriscono: “Mi raccomando, non facciamo nomi” come ci ha detto un insider della Rai. Pardon: di una nota televisione pubblica italiana.

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